Daul (Ppe) chiede rinvio dibattito Europarlamento - "Sarebbe processo ingiusto a governo democratico in Italia"
Bruxelles, 7 ott. (Apcom) - Il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, Joseph Daul, chiederà oggi al suo gruppo di approvare una richiesta di rinvio del dibattito sulla libertà di stampa in Italia, iscritto all'ordine del giorno di doamni mattina nella 'minisessione' plenaria di Bruxelles. Se avrà l'appoggio del gruppo, il leader del Ppe chiederà alla Plenaria, all'inizio della sessione questo pomeriggio, di togliere il punto sull'Italia dall'agenda.
Daul lo ha annunciato in una conferenza stampa oggi a Bruxelles, in cui ha duramente criticato la proposta di tenere il dibattito, partita da un'iniziativa dei Liberaldemocratici (fra cui siedono gli eurodeputati dell'Idv), e approvata dalla Conferenza dei capigruppo dell'Europarlamento con il voto contrario del Ppe e del gruppo euroscettico Ecr.
Il capogruppo del Ppe ha ricordato le parole del presidente delal Repubblica Giorgio Napolitano contro l'uso dell'Europarlamento come "cassa di risonanza" delle polemiche politiche e dei conflitti che si svolgono nei parlamenti nazionali", sottolineando che il capo dello Stato italiano "com'è noto, non si iscrive nella stessa linea politica di Berlusconi o del mio gruppo".
"Questo dibattito - ha detto Daul - non ha luogo di essere in questo Parlamento, perché serve solo a una polemica partigiana destinata a mettere in imbarazzo il primo ministro italiano, che è stato eletto più volte dal popolo". Il leader del Ppe ha denunciato la tenuta del dibattito come "un processo ingiusto intentato contro un governo di uno Stato membro", e ha a affermato che "la Repubblica italiana funziona in modo democratico, come si deve in Europa, e con il pieno rispetto dello stato di diritto". In Italia, ha aggiunto, funziona l'alternanza al potere e l'opposizione ha i mezzi e il diritto di esprimersi, e "dire il contrario significa disconoscere la realtà".
Chiedendo ancora di "non portare nel Parlamento europeo regolamenti di conti nazionali", Daul si è detto favorevole, invece, a "un dibattito sulla concentrazione di media in vari paesi europei, perché - ha concluso - questa è tutt'altra cosa ed è davvero una questione europea".
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