Mauro (Pdl): Vero regime è quello di 'Repubblica' - Capodelegazione a Strasburgo:"Vuol ribaltare risultato elezioni"

Bruxelles, 7 ott. (Apcom) - Il capodelegazione del Pdl al Parlamento europeo Mario Mauro, durante una conferenza stampa oggi a Bruxelles, ha accusato il gruppo editoriale 'Repubblica-L'Espresso' di voler ribaltare la realtà e il risultato delle elezioni, comportandosi come un vero e proprio partito politico il cui unico fine sarebbe quello di annichilire Berlusconi e la sua maggioranza. "Forse qui, a rispondere alle domande dei cronisti, dovrebbe esserci un altro Mauro, il direttore di Repubblica, e probabilmente ci sarà alla prossima tornata elettorale", ha detto il presidente degli eurodeputati del Pdl, parlando alla vigilia del dibattito sulla libertà d'informazione in Italia previsto per la Plenaria di domani.

"La nostra tesi fondamentale - ha detto Mauro - è che non solo non esiste un regime mediatico del centro destra in Italia, ma c'è, semmai, l'intenzione di ribaltare la realtà, e impedire la serena continuazione di una esperienza di governo iniziata con la vittoria elettorale del 2008".

Secondo il capodelegazione del Pdl, La Repubblica si comporta come un partito politico che ha come unico obiettivo annichilire Silvio Berlusconi e la sua maggioranza di governo". Mauro ha anche accusato il leader dell'Idv Antonio Di Pietro di "sovvertire in modo molto concreto le istituzioni dello Stato", per aver cirticato come "un attovile" la firma del presidente Napolitano alle misure sullo scudo fiscale.

"Questa partita vogliamo giorcarla in attacco", ha detto ancora Mauro, sottolineando che con il dibattito all'Europarlamento "si vuol creare confusione sulla libertà di informazione, ma ancora di più disdoro e un oggettivo danno al nostro Paese".

Il capodelegazione del Pdl ha poi ricordato che altri tre presidenti del Consiglio italiani, e anche capi di governo esteri, hanno fatto causa a organi di stampa prima di Berlusconi.

"Si dice che in Italia è venuta meno la libertà di stampa perché il presidente del Consiglio ha querelato due giornali; ma anche Lamberto Dini, Massimo D'Alema e Romano Prodi, sia come premier che come presidente della Commissione Europea, hanno querelato organi di stampa quando erano in carica". Inoltre, in anni recenti in Europa questo è successo, ha sottolineato Mauro, in altri tre paesi: nella Repubblica ceca nel 2001 (quando Praga non era ancora nell'Ue, ndr), quando il premier socialista Milos Zeman querelò il settimanale 'Respect', perdendo la causa; in Finlandia nel 2007, quando il primo ministro liberale Matti Vanhanen chiese ai giudici di difendere la sua vita privata messa alal berlina in un libro (il caso è ancora all'esame della Corte suprema); e in Slovenia, dove il premier Janez Juansa ha recentemente citato in giudizio un giornalista per diffamazione.

Mauro, infine, ha fornito una serie di dati da cui risulta che in Italia, dal 1994 ad oggi, sono state 6.745 le cause contro i media, con una media di 449 all'anno.

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